? Lettere a Berlusconi » 2008 » Novembre
Nov 29
Ma quale Social Card
di Massimo205

Caro, Carissimo Silvio Berlusconi, mi chiamo Massimo Lasi, ho 30 anni, sono sposato e ho 3 bambini di 5, 7 e 10 anni, dei quali uno con una malattia autoimmune, sono disoccupato e non capisco l’utilità di questa Social Card, che avete destinato agli anziani e alle famiglie con bambini sotto i tre anni, mentre a famiglie come la mia, che avrebbero bisogno più di un’anziano che vive solo e che magari ha anche un conto in banca, devono morire di fame, ma non si vergogna a uscire di casa la mattina? Ma pensi a creare lavoro per dare uno stipendio a chi ne ha veramente bisogno, si ricordi che siamo vicino a Natale e che Lei lo passerà meglio di migliaia di famiglie nella mia condizione.Saluti. Massimo Lasi.

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Nov 26
LA CRISI
di GABRIELLA70

Carissimo Silvio,

ti presento la mia situazione. Ho 38 anni, sono laureata e lavoro da 14 anni nell’azienda di trasporti che fu di mio nonno. Il momento è per me molto difficile. L’anno scorso ho svenduto parte dell’attività ed ora mi ritrovo con dei debiti a seguito di incidenti agli automezzi. Ho chiesto alla banca dei finanziamenti ma loro mi hanno chiuso tutti i rubinetti, nonostante abbia casa di mia proprietà, ed i miei genitori hanno una casa ciascuno. Bisogna essere ottimisti, è vero, ma se poi sei sulla riva del fosso e trovi chi, invece di aiutarti ti butta dentro, come si puo’ fare? 

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Nov 26

sarò breve, anche perchè la mia storia è lunga 10 anni, sono rosaria titolare di una ditta artigana produciamo abbigliamento per terzi sia da lavoro che donna. ho una struttura (direi forse l’unica a Palermo) su un’estenzione di c.a 1000 mq, operai messe in forza (15 famiglie), macchine di nuova generazione possiamo creare,tagliare, confezionare svariati articoli dalla t-shirt al cappotto, ma posso paragonare la mia azienda ad una ferrari che cammina come una fiat 500, tutto grazie all’aiuto che mi è stato dato dal ministero delle attivita produttive, ovvero legge 488. Si perchè dopo aver investito nel 2001 anche il mio stato di salute, non solo ho completato il progetto seguendo tutte le norme vigenti nel 2004 chiededendo aiuto per liquidità che non avevo (apporto di capitale proprio) non è mai arrivata la trance finale a me spettante, ma oggi mi si richiede la restituzione della prima, con interessi, oneri e varie. conclusione mi ritrovo dal 2003 problemi bancari, quindi non posso operare, ritardi nei pagamenti delle tasse, contributi e quant’altro, non posso chiedere nessun aiuto per consolidare l’azienda, i fornitori nuovi non danno fiducia, ecc.. conclusione chiudendo l’attività non è la soluzione migliore, andare avanti si mette da parte il regresso che nel tempo aumenterebbe a dismisura, che fare? Disgraziatamente sono nata a Palermo dove veramente non cresce niente e quello che esiste deve essere estirpato, non siamo una azienda di importanza nazionale, ma  esistiamo.  Vorrei poter credere che Lei Cavaliere esiste come me. grazie

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