Gentilissimo Dr. Berlusconi,
mi chiamo Giovanni Giovannini, e vorrei raccontarle una storia:
Mia moglie nel llontano febbraio 2003 apre una propria attività nel settore salute e bellezza, per intenderci meglio un centro estetico con annesso parrucchiere e solarium. siamo all’interno di una palestra nella zona sud di Milano, e non le nascondo che i primi due anni abbiamo dovuto ricorrere in più di un occasione all’aiuto di banche e finanziarie per proseguire in questa attività. Lei mi insegna che per crearsi un buon giro di clientela ci vuole del tempo, e noi pian pianino, anche grazie, alla qualità del servizio e al costo dello stesso siamo riusciti a creare un giusto ambiente per poter operare sempre meglio. Purtroppo lavorando all’interno di una palestra, purtroppo ogni anno c’erano i soliti problemi, i soci non rinnovavano l’abbonamento e quindi i nuovi soci prima di farli diventare clienti avevano necessità di provarti per capire se si era all’altezza della situazione. Per farla breve, abbiamo iniziato l’attività con una dipendente (estetista) e poi oggi di dipendenti ne abbiamo 4. Lei a questo punto potrebbe pensare: “Bene l’attività cresce avete fatto un ottimo lavoro etc etc.” Allora io le rispondo in questo modo, oggi è vero che mia moglie ha 4 dipendenti, ma tre delle quali sono in gravidanza, e la quarta dipendente ovviamente l’abbiamo assunta a tempo determinato proprio come sostituzione maternità. Il periodo, non è (diciamolo tra le righe) dei migliori, quindi ovviamente gli incassi da luglio 2008 sono calati, e alla riapertura dopo le vacanze ecco che le dipendenti ci dicono che sono rimaste ingravidate. Tra l’altro gravidanza a rischio per cui non possono lavorare, ci attiviamo per trovare una parruchiera, che troviamo e assumiamo ma non possiamo permetterci di assumere altre persone in quanto i costi di gestione diventano troppo alti. Le Banche non ti danno credito, anzi ti dicono che sono in crisi anche loro, noi come persone fisiche in tutti questi anni abbiamo acceso dei finanziamenti anche per sostenere la nostra attività (scusi se parlo al plurale, ma la sento comunque mia anche se fiscalmente e fisicamente non c’entro nulla), un mutuo perchè nel frattempo abbiamo avuto uno sfratto anzi per meglio dire non ci è stato rinnovato il contratto di affitto per cui o si acquistava direttamente dalla nuova proprietà oppure pensare di acquistare fuori Milano dove i prezzi sono molto più accessibili. Consideri che abbiamo con noi anche nostro figlio (7 anni) e mia suocera. So che non bisogna piangersi addosso ma tirarsi su le maniche e lavorare, (io purtroppo ho un contratto a tempo determinato con Garmin Italia e mi scadrà a ottobre del 2009). Mia moglie apre il negozio alle 10 di mattina e fino alla sera alle 20 è impegnata, consideri che abitiamo vicino a Piacenza per cui ora che si finisce con il negozio e si arriva a casa sono le 21.30. Ma questo mi creda è il minore dei mali, il problema è che oggi non abbiamo più risorse per poter andare avanti, e saremmo costretti a chiudere la nostra attività dove sudore e lacrime si sprecano, abbiamo pendenze con banche e finanziarie per quanto riguarda l’impresa e chiaramente abbiamo finanziamenti e mutuo per il personale. Siamo davvero preoccupati per questa situazione e non sappiamo come risolverla. E’ chiaro che stiamo cercando aiuto, così come è altrettanto chiaro che non ci aspettiamo che sia lei in prima persona a fornircelo, vorremmo solo risolvere questa situazione ormai diventata critica.

Novembre 21st, 2008 at 15:26
“ci dicono che sono rimaste ingravidate”
non erano mucche, vero?
Novembre 26th, 2008 at 11:33
Ti capisco, davvero… anchio sto passando la stessa avventura e sta finendo male anche per me…. 5 gravidanze contemoporaneamente, una signora alla 4 gravidanza cosecutiva…
Sono sfibrata, annullata e nauseata… Vorrei solo che fosse un brutto sogno…Ma è una realtà
Novembre 26th, 2008 at 11:36
e per rispondere a “oremy” … ti dico solo questo: ogni seingolo dipendente ha a che fare con 1 datore di lavoro, ogni datore di lavoro ha a che fare con tutti i suoi dipendneti e con tutti i loro problemi.
Ogni dipendente vuole essere ascoltato e capito, utilizza i mezzi che ha a disposizione e non pensa che sta sfruttando il proprio datore di lavoro.
Siamo tutti egoisti e appendersi ad un vocabolo mi sembra proprio sintomo di grande ignoranza