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Risolviamo la crisi

Sono Sebastiano voglio provare a mettere in campo le mie idee. Siamo solo all’inizio della crisi. Ora sta per iniziare un effetto domino che se non preso per tempo e nel modo giusto rischia di portarci nel giro di un anno indietro nelle abitudini di 60 anni ma senza un paese da ricostruire. Quindi…. La soluzione non è minore orario di lavoro ma salvaguardare i posti di lavoro attraverso una tassazione dei lavori importati dai paesi in via di sviluppo che riequilibri i differenti costi di lavoro. Questo occorre farlo per salvaguardare i nostri posti di lavoro e evitare la fuga spasmòdica  e incontrollata degli imprenditori  europei nei paesi in via di sviluppo per cercare guadagni facili!!!! “Che vergogna!!”   Mi vergogno di essere un cittadino del mondo del terzo millenio che parte dall’Italia per sfruttare la manodopera – cinese , rumena, polacca, …….. e intanto strozzo l’economia del paese che mi ha dato tutto. Ancora “Che vergogna!!”   E i nostri politici? Ladri, inetti e corrotti a SX (guadagno facile anche in questo caso come per gli imprenditori che  vanno all’estero a sfruttare disagiati)  e complici consapevoli a DX che ancora di più spingono l’Italia che lavora nel baratro! Si perché, chi mantiene e da vita all’economia di un paese non sono gli spettacoli televisivi  o la politica o i servizi in generale ma è il lavoro, la trasformazione. Se un paese produce possono esistere gli altri servizi, se un paese non produce, anche i servizi sono destinati a ridimensionarsi.  L’inizio della cassa integrazione di gennaio 2009 non incrementerà il lavoro, non aiuterà le aziende a riprendersi ma invece accentuerà la crisi perché con meno soldi si acquisterà di meno inchiodando il nostro sistema. L’economia dei paesi occidentali e ormai anche degli altri, è basata sul consumo e non sull’assistenzialismo. Il lavoro, la trasformazione, creano ricchezza per tutti, anche per i servizi che al momento sembrano meno colpiti dell’industria dell’auto. Se chi lavora/trasforma non ha la possibilità di comprarsi 2 paia di scarpe invece che uno, di andare in vacanza 2 settimane invece che una e ….. tutto lentamente si inchioderà. Dobbiamo trattenere il lavoro e gli imprenditori in Italia, cancellare le cooperative che chiedono alle aziende 13 – 14 EURO/ora per un operaio, mentre all’operaio ne finiscono in tasca 8 – 9 EURO/ora lordi.  Senza parlare di come vengono trattati. “Che vergogna!!”   Smettiamola di  pensare che occorre bloccare la crescita degli stipendi per abbassare il costo del lavoro. Tutto aumenta ma gli stipendi sono fermi dal 1998.

294milioni di euro presi dai partiti italiani nel 2007
da fondi pubblici contro i circa5 milioni presi dagli inglesi ai loro cittadini…Quante finanziarie sono?

E di vergogne come queste ne possiamo elencare per pagine.

 Sono queste le cause della crisi. Queste cause non si possono combattere con la riduzione dell’orario di lavoro o con la cassa integrazione o, da oggi, nuova, con i soldi del Vaticano che restituisce parte dell’8 per mille. Non sono queste le strade.

Il programma di risanamento dell’ economia mondiale potrebbe essere:

1)      Ripristino del vecchio dazio, con tutti gli aggiustamenti del caso. Con i proventi del dazio si può superare la crisi realizzando veri ammortizzatori sociali.

2)      Scoraggiamento della fuga di aziende dai paesi di origine, con possibilità di ampliarsi all’estero ma solo per la produzione del paese ospitante

3)     Ripristino degli stipendi con tutte le diversificazioni per mansioni. Il ceto medio crea il consumo. I poveri non consumano!!! Non mettono in movimento la macchina del lavoro.

4)     Ripristino delle scuole tecniche, quelle esistenti sono finte. Insegnanti che non conoscono cosa vuol dire lavorare, insegnanti avanzo di altre scuole, politici / sindacalisti imboscati per  prendere/avere uno stipendio. Ne è risultato una sempre più carente presenza di veri tecnici.

Tutte le altre cose che ho sentito dire come possibili soluzioni sono parole che spostano solo aria.

In te ci credo.

Non deludermi/ci.

BUON  2009.

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