Egregio Presidente
sono una ragazza di 27 anni,sposata da 5 anni con un bimbo di 4 anni e un altro in arrivo. Molto probabilmente la mia lettera verrà cestinata,perchè poco importante,ma io la scrivo lo stesso.Fin da piccola mio padre elogiava sempre il suo Nome,ed io ascoltavo e lo guardavo incuriosita quando alla tv parlavano male diLei e lui si arrabbiava con quei giornalisti che non capivano nulla del suo operato(un pò come ora) e così oggi anch’io come (donna) porto avanti quell’orgoglio che mio padre mi ha insegnato verso di Lei. Io mi presento:mi chiamo Valeria e abito in un paesino della Sicilia ossia Pachino(SR)dove si coltiva il famoso pomodorino pachino.Vengo al dunque;mio marito è un ragazzo di 35 anni ed è un operaio presso una fabbrica di ferro,è un dipendente a tempo indeterminato ma con uno scarso contributo mensile di circa 1.200 euro con moglie e figlio a carico.Io sono una di quelle famiglie che non arriva nemmeno alla terza settimana del mese,perchè tra debiti,tasse e inconvenienti finiscono prima del tempo.A Giugno nasce il mio secondo figlio e mi creda ho paura per quello che dovrò affrontare tra latte,pannolini ecc.La nostra “fortuna” sono i nostri genitori che con due pensioni discrete ci aiutano dove possono per medicine e cibo.Caro PRESIDENTE io avendo avuto un padre impiegato di banca,e mio marito un padre Ufficiale della Marina Militare e quindi cresciuti nel benessere,ora quando andiamo a letto guardiamo nostro figlio e ci domandiamo perchè non riusciamo a dare quel benessere anche a lui,e poi pensando al caro vita e al basso stipendio ci rendiamo conto che la colpa non è tutta nostra,ma che i bei tempi che abbiamo vissuto con i nostri genitori non verranno più.Grazie a Lei sono riuscita a Battezzare mio figlio Marco,con quel Bonus che quattro anni fa stanziò per noi,così con tanta soddisfazione io e mio marito non abbiamo chiesto aiuto a nessuno.Spero che nel futuro dei giovani qualcosa cambierà,noi come coppia siamo riusciti a dire di no alla pizzeria,al ristorante,al cinema,ai viaggi,quindi a sognare,ma per i miei figli spero che questo non accada le cose dovranno pur cambiare e ritornare a vedere quei bei periodi come il Natale quando dovevi fare la fila per comprare qualcosa o si andava la domenica in montagna sull,Etna e si ci divertiva …..Io sò che lei Presidente ci ridarà di nuovo la voglia di sognare,soprattutto a quelle famiglie come la nostra,e già lo stà facendo con dei contributi che arriveranno presto.Io e mio marito Carmine gli auguriamo un buon procedimento di lavoro,e nel nostro piccolo le porgiamo tutto il sostegno che possiamo.Non mi aspetto rispotta perchè ha cose più importanti a cui rispondere,ma mi auguro dal profondo del mio cuore che almeno sia riuscito a leggere la mia lettera.
CORDIALI SALUTI
FAM.GALLO
