? Lettere a Berlusconi » 2009 » Gennaio
Gen 30

di valeria

Egregio Presidente

sono una ragazza di 27 anni,sposata da 5 anni con un bimbo di 4 anni e un altro in arrivo. Molto probabilmente la mia lettera verrà cestinata,perchè poco importante,ma io la scrivo lo stesso.Fin da piccola mio padre elogiava sempre il suo Nome,ed io ascoltavo e lo guardavo incuriosita quando alla tv parlavano male diLei e lui si arrabbiava con quei giornalisti che non capivano nulla del suo operato(un pò come ora) e così oggi anch’io come (donna) porto avanti quell’orgoglio che mio padre mi ha insegnato verso di Lei. Io mi presento:mi chiamo Valeria  e abito in un paesino della Sicilia ossia Pachino(SR)dove si coltiva il famoso pomodorino pachino.Vengo al dunque;mio marito è un ragazzo di 35 anni ed è un operaio presso una fabbrica di ferro,è un dipendente a tempo indeterminato ma con uno scarso contributo mensile di circa 1.200 euro con moglie e figlio a carico.Io sono una di quelle famiglie che non arriva nemmeno alla terza settimana del mese,perchè tra debiti,tasse e inconvenienti finiscono prima del tempo.A Giugno nasce il mio secondo figlio e mi creda ho paura per quello che dovrò affrontare tra latte,pannolini ecc.La nostra “fortuna” sono i nostri genitori che con due pensioni discrete ci aiutano dove possono per medicine e cibo.Caro PRESIDENTE io avendo avuto un padre impiegato di banca,e mio marito un padre Ufficiale della Marina Militare e quindi cresciuti nel benessere,ora quando andiamo a letto guardiamo nostro figlio e ci domandiamo perchè non riusciamo a dare quel benessere anche a lui,e poi pensando al caro vita e al basso stipendio ci rendiamo conto che la colpa non è tutta nostra,ma che i bei tempi che abbiamo vissuto con i nostri genitori non verranno più.Grazie a Lei sono riuscita a Battezzare mio figlio Marco,con quel Bonus che quattro anni fa stanziò per noi,così con tanta soddisfazione io e mio marito non abbiamo chiesto aiuto a nessuno.Spero che nel futuro dei giovani qualcosa cambierà,noi come coppia siamo riusciti a dire di no alla pizzeria,al ristorante,al cinema,ai viaggi,quindi a sognare,ma per i miei figli spero che questo non accada le cose dovranno pur cambiare e ritornare a vedere quei bei periodi come il Natale quando dovevi fare la fila per comprare qualcosa o si andava la domenica in montagna sull,Etna e si ci divertiva …..Io sò che lei Presidente ci ridarà di nuovo la voglia di sognare,soprattutto a quelle famiglie come la nostra,e già lo stà facendo con dei contributi che arriveranno presto.Io e mio marito Carmine gli auguriamo un buon procedimento di lavoro,e nel nostro piccolo le porgiamo tutto il sostegno che possiamo.Non mi aspetto rispotta perchè ha cose più importanti a cui rispondere,ma mi auguro dal profondo del mio cuore che almeno sia riuscito a leggere la mia lettera.

                                                                                                   CORDIALI SALUTI

                                                                                                                FAM.GALLO

       

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Gen 30
Anche io mi permetto….
di carmelo mongiello

Buongiorno Presidente mi permetto di disturbarla anche io mi chiamo Carmelo Mongiello sono nato a Nusco (AV) il 23.08.1964 e vivo a Roma ….intanto complimenti e auguri per lo svolgimento delsuo lavoro….Le scrivo perchè purtroppo alla tenera età di 44 anni con moglie e figlie, mutuo da pagare ecc. ad agosto ho perso il lavoro…autista di rappresentanza per una società collegata al Comune di Roma con contratto a termine ho visto svanita la mia possibilità di essere stabilizzato…sono in attesa di una chiamata dalla Regione Lazio molto vaga, ed intanto comincio a temere seriamente per il futuro della mia famiglia…mia moglie Laura è dipendente comunale ed il suo stipendio non è assolutamente sufficiente…io mi arrangio qua e là ma così non si andrà lontano…..già abbiamo, nonostante siano passati pochi mesi grossi problemi bancari…e Le assicuro Presidente è veramente umiliante per chi ha sempre lavorato sodo senza chiedere niente a nessuno…ma mi rendo conto che la situazione è veramente difficile e che stavolta da solo non posso farcela….può aiutarmi? Può darmi qualche indicazione? La ringrazio e le rinnovo i migliori auguri per la sua importante MISSIONE. Carmelo Mongiello

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Gen 27
Lettera aperta inviata ai quotidiani
di Rampielli Morenita

Egregio Presidente del Consiglio, vogliamo inviare anche a Lei quanto abbiano già inviato ai direttori dei quotidiani nazionali e dei telegiornali questa lettera di denuncia. Anche se Lei naturalmente per ovvi motivi di tempo nemmeno la leggerà. Il testo è questo:

Egregio Direttore,

siamo quattro segretarie di uno studio notarile che vengono ad esporre quello che sta loro capitando. Il nostro datore di lavoro per raggiunti limiti di età (75 anni) imposti dalla categoria, è stato costretto ad andare in pensione, benchè in piena attività. Di conseguenza, tutto il suo studio, compresi noi si è trovato “a piedi” senza lavoro: sia giovani impiegate con esperienza lavorativa decennale e in procinto di formarsi una famiglia, sia impiegate con esperienza trentennale,  penalizzate dal fatto che sono considerate dalla legge troppo “giovani” per andare in pensione ma troppo “vecchie” per trovare una possibilità di un nuovo impiego anche non strettamente legato al lavoro svolto finora.Preso atto della situazione ci siamo informate presso sindacati ed INPS su cosa ci aspettasse per il futuro. La risposta è stata: per chi ha superato i cinquanta anni di età un anno di disoccupazione, per le altre otto mesi, con assegno, si dice, di circa l’80% dello stipendio con contributi figurativi e non contributivi.

Null’altro ci è concesso.

I dipendenti degli studi professionali in generale, non possono accedere nè alle liste di mobilità nè alla cassa integrazione.

Il mondo del lavoro richiede personale dipendente (sia a contratto determinato che indeterminato) che abbia un’età che agevoli il pagamento dei contributi per i datori di lavoro (come: apprendistato, stage, contratto a progetto, categorie protette fra le quali appunto la mobilità).

Come è possibile in uno Stato che si dice di diritto, che questo riconosca “solo ad alcune categorie di lavoratori” (es. vedesi questione Alitalia!) la protezione derivante dall’istituto della mobilità e della cassa integrazione, mentre esclude alcune, come la nostra, da qualsiasi tipo di protezione e di sostegno????

In conclusione da una parte si impone la chiusura di un’attività florida senza la possibilità di darle immediata continuità dall’altra non si garantisce protezione alcuna a coloro che vi lavorano.

Cosa ne pensa??????

Tutto ciò non Le sembra parodassale specialmente in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando????

Non sentendoci tutelate da nessuno ci aiuti a dar voce alla nostra categoria e a tutti coloro che si trovano nella stessa situazione.Ringraziando per la Sua attenzione e disponibilità e fiduciose che questo messaggio non andrà perso nel nulla, porgiamo distinti saluti.

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