Egregio Presidente del Consiglio, vogliamo inviare anche a Lei quanto abbiano già inviato ai direttori dei quotidiani nazionali e dei telegiornali questa lettera di denuncia. Anche se Lei naturalmente per ovvi motivi di tempo nemmeno la leggerà. Il testo è questo:
Egregio Direttore,
siamo quattro segretarie di uno studio notarile che vengono ad esporre quello che sta loro capitando. Il nostro datore di lavoro per raggiunti limiti di età (75 anni) imposti dalla categoria, è stato costretto ad andare in pensione, benchè in piena attività. Di conseguenza, tutto il suo studio, compresi noi si è trovato “a piedi” senza lavoro: sia giovani impiegate con esperienza lavorativa decennale e in procinto di formarsi una famiglia, sia impiegate con esperienza trentennale, penalizzate dal fatto che sono considerate dalla legge troppo “giovani” per andare in pensione ma troppo “vecchie” per trovare una possibilità di un nuovo impiego anche non strettamente legato al lavoro svolto finora.Preso atto della situazione ci siamo informate presso sindacati ed INPS su cosa ci aspettasse per il futuro. La risposta è stata: per chi ha superato i cinquanta anni di età un anno di disoccupazione, per le altre otto mesi, con assegno, si dice, di circa l’80% dello stipendio con contributi figurativi e non contributivi.
Null’altro ci è concesso.
I dipendenti degli studi professionali in generale, non possono accedere nè alle liste di mobilità nè alla cassa integrazione.
Il mondo del lavoro richiede personale dipendente (sia a contratto determinato che indeterminato) che abbia un’età che agevoli il pagamento dei contributi per i datori di lavoro (come: apprendistato, stage, contratto a progetto, categorie protette fra le quali appunto la mobilità).
Come è possibile in uno Stato che si dice di diritto, che questo riconosca “solo ad alcune categorie di lavoratori” (es. vedesi questione Alitalia!) la protezione derivante dall’istituto della mobilità e della cassa integrazione, mentre esclude alcune, come la nostra, da qualsiasi tipo di protezione e di sostegno????
In conclusione da una parte si impone la chiusura di un’attività florida senza la possibilità di darle immediata continuità dall’altra non si garantisce protezione alcuna a coloro che vi lavorano.
Cosa ne pensa??????
Tutto ciò non Le sembra parodassale specialmente in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando????
Non sentendoci tutelate da nessuno ci aiuti a dar voce alla nostra categoria e a tutti coloro che si trovano nella stessa situazione.Ringraziando per la Sua attenzione e disponibilità e fiduciose che questo messaggio non andrà perso nel nulla, porgiamo distinti saluti.
