Gentile sig. Berlusconi, sono una donna di 48 anni e sono davvero disperata. Per anni ho lavorato nell’azienda di famiglia insieme a mio padre e ai miei fratelli. L’azienda da sempre si occupa della revisione e costruzione di macchine industriali e in questo settore è tra le migliori. Ora, x la difficile situazione economica, l’azienda è oberata di ingenti debiti con le banche e con i fornitori e non c’è possibilità di uscirne. Sto vedendo i sacrifici di una vita intera polverizzarsi senza che nulla si possa fare. L’azienda dà lavoro a 15 dipendenti e, seppure con molta difficoltà, vengono regolarmente pagati e sono tutti messi in regola. Mio padre, 74 anni, ha fatto delle manovre economiche azzardate con le banche e, questo, al fine di creare liquidità x andare avanti. Purtroppo, ciò non è più possibile.Non passerà molto tempo che le banche e i fornitori si prenderanno tutto: capannone, ufficio e persino l’unica casa di proprietà che abbiamo finendo tutti in mezzo alla strada. Per disperazione, sono andata persino da persone poco raccomandabili x farmi aiutare, ma la richiesta è stata troppo alta. Ho messo in vendita un organo x salvare un pò la situazione. Non so più cos’altro fare. Le chiedo di aiutarmi a trovare una soluzione concreta.Ho pure pensato al suicidio perchè davvero non ce la faccio a vedere vanificare gli sforzi di tutta una vita. E’ troppo da sopportare! Lei è un uomo davvero ricco, non potrebbe fare qualcosa? Potrebbe intercedere presso i nostri debitori? Io sono esausta di combattere! Sicuramente lei avrà cose più serie da seguire che prestare attenzione alla disperazione di una donna, ma le sarei davvero grata e riconoscente se trovasse il tempo x rispondermi.
In attesa, le invio cordiali saluti. Pastore Marcella.
