Nel 2003 ho aperto un locale estivo in un parco, un abitante della zona conosce un magistrato e questo mi fa chiudere dopo avermi denunciato per disturbo alla quiete pubblica.
Nel 2005 riapro l’estivo con tutti gli accorgimenti possibili. A seguito di misure di rumore (superamento di 0,5 decibel,un’inezia) lo stesso magistrato mi mette sotto sequestro l’intera area(quasi 5000mq).Io ho lavorato e lavoro ancora per lo stato, mi sono occupato di rumore e in 20 anni non è mai successo che fosse sequestrata nessuna attività. Al massimo si prescrive di rientrare nei limiti. Manon solo ha sequestrato l’oggetto del rumore(pista da ballo e strumentazione) bensì tutta l’area(bar,spiaggia,campi da beachvollej, sedie(mi hanno sigillato anche le sedie) ecc..Può immaginare il disagio.
Nuova denuncia penale. Al processo non hanno nemmeno sentito quello che avevo detto a mia discolpa(tenga presente che ho portato prove per le quali io ero abbondantemente dentro i limiti) mi hanno condannato.(poco prima avevo visto lo stesso magistrato che ci ama parlare con il pubblico ministero e al giudice. Mi hanno condannato con un articolo e agli atti ce n’è un altro. Faccio appello a Roma per invalidare la sentenza visto il grossolano errore. Risultato ricorso respinto.
Secondo lei tutto questo non “puzza”? Cosa posso fare? Sono in grosse difficoltà economiche per questa vicenda ho dovuto chiudere anche il locale che avevo in posto fisso.
La ringrazio e spero che mi dia un consiglio
Cordiali saluti
Giuseppe Pupi
