Buongiorno, Signor Silvio.
Ero un imprenditore con una piccola Azienda metalmeccanica, specializzata sulle manutenzioni di impianti industriali.
La crisi, i clienti insolventi, le banche che mi hanno bloccato i conti, hanno contribuito al mio fallimento.
Ho 56 anni e da 1 anno sono disoccupato, non trovo nemmeno come si suol dire “andare a pulire i bagni pubblici”.
Riesco a “campare” vergognandomi, con quei pochi soldi che mi passano i miei suoceri (pensionati).
Sono moroso con tutte le utenze domestiche, aspetto la chiusura dei contatori.
Sono debole fisicamente e mentalmente, ho una forte depressione che a volte sono costretto al ricovero ospedaliero, sono molto preoccupato perchè, se mai, dovessi trovare lavoro, non sò se sarò in grado di affrontarlo, svolgerlo e raggiungerlo dato che ho anche il fermo amministrativo dell’auto.
Non ho neppure i soldi per pagare un avvocato per il recupero dei soldi dei miei ex clienti.
In Giugno di quest’anno le banche, non accettando le cessioni di credito, si sono mosse pignorandomi anche l’appartamento e a Natale verrà messo all’asta. (”il sangue del mio sangue”)
Chiedo a lei Signor Berlusconi, come si può vivere in questo modo. Non ho piu’ nulla.
Dove vado? cosa faccio? come faccio a fare un trasloco? Dove la metto la mia roba i miei mobili? Come faccio a pagare un affitto da 500/600 euro al mese, dando delle garanzie bancarie o anticipando i tre mesi?
A volte vorrei essere stato un terremotato, ora loro la casa ce l’hanno.
Un disperato di Reggio Emilia