Le manovre di Fini
Caro Presidente, non so come Lei ancora riesca a sopportare Fini che, con il suo atteggiamento, ha ormai superato ciò che fecero i vari Follini, Casini, Tabacci ecc…. nel Suo precedente Governo.
Fini strepita, si strappa le vesti e, insieme ai suoi cortigiani, insulta Feltri perché, secondo lui, racconta frottole e poi che fa? Inizia la campagna elettorale della Polverini nel Lazio facendo tappezzare Roma di manifesti che, dalla casacca rossa all’assenza d’indicazione del partito di appartenenza, trasmettono un unico messaggio: «non apparteniamo al Popolo della Libertà!».
Fini non tiene conto del fatto che gli elettori di sinistra, ligi alla disciplina di partito (l’elezione di Di Pietro nel Mugello docet), non voteranno mai un candidato indicato dalla destra per cui i voti che s’illude di intercettare a sinistra non compenseranno mai quelli degli elettori di destra che diserteranno le urne a causa del suo tradimento. Prevedo pertanto per la Polverini la stessa sorte che toccò a Fini alle elezioni a sindaco di Roma nel 1993!
Per Fini invece prevedo un futuro simile a quello di Follini, Tabacci e dello stesso Casini che ormai contano meno del due di coppe con la briscola a denari!!
Presidente, so che Lei non si è mai affidato al consiglio di altri nelle sue decisioni ma, per una volta, segua quello che, secondo me, è l’auspicio della stragrande maggioranza degli elettori del Popolo della Libertà: « Prima di abbandonare la politica (il più tardi possibile) mandi Fini a quel paese e lo abbandoni al suo destino».
