Banca Italia

Ill.mo Presidente, auguri.

Siamo certi che, nonostante tutti i problemi che l’affliggono, non Le sarà sfuggito la pubblicazione delle nuove rilevazioni dei tassi antiusura che Banca d’Italia ha pubblicato il 24 dicembre. Nel comunicato accompagnatorio, evidenziava lei stessa una discontinuità nella serie storica dei tassi. Quello che a Banca Italia è sfuggito, è l’impatto del criterio adottato che avrà  sull’economia reale. In Italia esistono 700 società iscritte all’elenco 106 detenuto da B.Italia. Queste 700 società impiegano circa 50.000 addetti che operano con un quasi un  milione di aziende, per volumi che raggiungono i 20 miliardi di euro. A partire dal primo gennaio queste società non sono più operative.  Le ragioni sono estremamente semplici, nelle rilevazioni che determinano i tassi le società private sono state associate alle banche. Con la media ponderata il  ”peso” di quest’ultime ha letteralmente spazzato via i dati delle private. Sono venuti fuori dati paradossali, conti correnti che possono arrivare al 9,59, per non parlare degli sconfini che possono arrivare al 19,96 %, ed impieghi delle private ad un massimo del 5,43 %. Lei è perfettamente a conoscenza che la raccolta o l’accesso all’interbancario è prerogativa degli istituti di credito, mentre le società private possono approvvigionarsi solo esclusivamente presso le banche. Se acquistano il denaro al 9,59  % possono rivenderlo al 5,43 % ? La nostra società, costituita nel 1985, sviluppa un tur over di  15 ml di euro, e si occupa esclusivamente di gestione crediti commerciali, appoggiando e seguendo circa 100 clienti . I nostri clienti hanno, da un rapido calcolo, circa 650 dipendenti. Dal 1° di gennaio non ricevono più credito da noi, non per nostra volontà: Molti di loro si sono rivolti a B: Italia e qualcuno anche alla Procura della Repubblica.

Non crede, Signor Presidente, che la scelta operativa di Banca Italia possa creare qualche problema?Dovrebbero vivere maggiormente la realtà quotidiana più che essere arroccati nei loro bei palazzi a decidere del destino di migliaia di famiglie. Aziende con rating quasi nullo non hanno il diritto di lavorare ed eventualmente risanarsi? Grazie per l’attenzione e tantissimi auguri.

achille granata

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