Lettera aperta al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini
e p.c.
Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi
Ed agli organi di stampa
Gentile On. Ministro Gelmini,
Le scriviamo in qualità di Rappresentanti dei neolaureati in Medicina e Chirurgia di tutta Italia.
Troppo spesso, di questi tempi, l’attenzione dei mass media si centra sul sistema sanitario italiano, portando alla luce favori e intrecci tra primari, professori e personale medico. Sulla scia della morbosa curiosità del popolo, queste rivelazioni portano spesso alla nascita del tanto amato “scandalo”, medicina efficace per creare uno conoscenza collettiva del problema e curarne i sintomi.
Tutta questa attenzione rivolta verso professori, primari e medici, sposta inevitabilmente l’attenzione dall’origine di tutti i mali della Sanità italiana.
Con questa nostra lettera, vogliamo denunciare le pesanti ingiustizie che colpiscono il primo concorso che deve affrontare un giovane medico neolaureato: il concorso di ammissione alle scuole di specializzazione mediche.
Le dimostreremo come il destino della classe medica del futuro, la quale dovrebbe essere giustamente selezionata attraverso un concorso meritocratico, viene invece precedentemente programmato da primari, medici e politici.
Come Lei saprà, attualmente il concorso di ammissione alle scuole di specializzazione non è un concorso a carattere nazionale, e ciascuna scuola di specializzazione facente parte di ciascuna Facoltà di Medicina d’Italia ha un concorso con domande d’esame, graduatoria finale e commissione giudicatrice differente.
Tutto ciò, a scapito dell’oggettività di giudizio e della trasparenza. A scapito della meritocrazia.
In particolare, l’attuale procedura concorsuale prevede una “famigerata” prova pratica, che consiste nella valutazione di un caso clinico (deciso dalla stessa commissione) da effettuarsi mediante relazione scritta sintetica.
La suddetta prova pratica incide per il 15% sul punteggio finale massimo che può ottenere un candidato, e la sua valutazione è a discrezione della commissione giudicatrice.
Attraverso questa prova, le cui peculiarità sono agli antipodi da una giusto esame meritocratico, le sorti dei “prescelti” vengono indirizzate verso un radioso futuro di medici specializzandi.
Al contrario, il destino dei medici non ammessi, molti dei quali si presentano con il massimo dei voti e con un punteggio concorsuale di 85/100 prima della prova pratica (che, come detto, assegna un massimo di 15 punti), sarà quello di accettare passivamente il loro mediocre futuro.
Queste irregolarità sono ampliamente conosciute in tutte le Facoltà di Medicina d’Italia, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di denunciarle.
Per un giovane medico neolaureato che non ha parenti od amici professori, primari o politici, denunciare un concorso truccato e controllato può essere invalidante per la sua futura carriera professionale, e l’entusiasmo di una laurea ottenuta dopo ben sei anni di sacrifici, viene spesso spento dall’accettazione passiva di un sistema concorsuale malato.
I mezzi di comunicazione, dal canto loro, hanno sempre preferito centrare la loro attenzione sui grandi scandali che coinvolgono personaggi famosi della sanità, piuttosto che sull’ingiustizia di un concorso che devono subire migliaia di medici ancora anonimi.
Il nostro obiettivo, per la prima volta da quando è stata bandita questa tipologia di concorso, è quello di rendere l’opinione pubblica cosciente di questa procedura concorsuale corrotta.
I medici del domani devono essere selezionati attraverso un concorso giusto e trasparente, un concorso meritocratico. Un concorso nazionale.
A questo fine, abbiamo fondato un’associazione di medici neolaureati, che per ovvie ragioni rimarranno anonimi. Siamo neolaureati che hanno deciso di reagire, che sanno di essere ottimi medici, più preparati e con più conoscenze dei colleghi con parenti potenti, ai quali è stato già promesso un posto assicurato in scuola di specializzazione.
Noi vogliamo avere la possibilità di poterlo dimostrare in un concorso meritocratico a livello nazionale, che vogliamo ottenere a partire già dal prossimo anno, il 2011.
Noi vogliamo diventare i medici del futuro, ed il merito e la competenza saranno i cardini della nostra professione.
Al fine di movimentare l’opinione pubblica sull’ ingiustizia dell’attuale concorso, abbiamo inviato varie lettere alla Procura della Repubblica presso i Tribunali di varie città d’Italia. In queste lettere sono contenuti i nominativi dei medici che risulteranno vincitori del concorso per l’ammissione a svariate scuole di specializzazione. La data delle missive è ovviamente precedente a quella dei concorsi, che si terranno in Aprile 2010.
Il nostro scopo non è quello di denunciare queste persone, nè tantomeno le commissioni giudicatrici dei reparti interessati, bensì quello di dimostrare l’irregolarità del concorso di ammissione, ed altresì rendere nota all’opinione pubblica la facilità con cui abbiamo reperito i nominativi dei futuri vincitori, dimostrando in tal modo come quasi tutti, nelle varie Facoltà di Medicina d’Italia, siano a conoscenza del grave problema, senza al tempo stesso avere il coraggio di reagire.
Nostro malgrado, riteniamo opportuno inviare questi nominativi per dare maggiore visibilità alla nostra missione.
Per la stessa finalità, la presente lettera, con tutti i suddetti nominativi, è stata inviata a tutti i maggiori organi di stampa della nazione.
A lei chiediamo, gentile Ministro, di istituire entro l’anno prossimo un concorso meritocratico a tipologia nazionale, sul modello dei concorsi che si svolgono in tutta Europa, in cui i vincitori sono semplicemente i medici più preparati, che formeranno un’ottima classe medica del domani.
Il concorso che si svolge in gran parte d’Europa prevede una serie di 250 domande a risposta multipla, uguali per tutti i medici della nazione, che vagliano la preparazione del candidato spaziando su temi di medicina generale e specialistica. L’esame si svolge in varie sedi predeterminate sul territorio nazionale, ed ha inizio esattamente alla stessa ora in tutte le sedi. In tal modo, viene preservata l’oggettività del giudizio per tutti i candidati, e si garantisce trasparenza e meritocrazia.
In base al proprio punteggio, ciascun medico potrà successivamente scegliere la specializzazione desiderata ed in quale città ed ospedale vorrà praticarla, favorendo in tal modo anche la possibilità di spostarsi sul territorio nazionale al fine di specializzarsi in un ospedale rinomato in un particolare campo. Questo ovviamente evita anche il problema di rimanere ancorati al proprio ospedale locale, nel caso in cui non vi sia un reparto all’altezza delle proprie aspettative.
Istituire un concorso sul modello di quello appena descritto, non comporterebbe nessuna difficoltà organizzativa ed avrebbe un costo altamente contenuto, ed al tempo stesso portebbe il nostro paese al livello di equità e meritocrazia esistenti in altre grandi nazioni europee.
La creazione di una classe medica preparata e competente, sulla base di un concorso giusto e oggettivo, risolverebbe a monte anche gli attuali problemi di corruzione e scambi di favori, che tanto alimentano gli scandali all’ordine del giorno nella nostra Italia.
Con tutta la nostra passione di medici che vogliono cambiare un sistema malato, Le chiediamo un concorso nazionale, ispirato al modello europeo sopra descritto.
L’unica risposta che desideriamo per questa nostra lettera è l’istituzione di tale concorso entro l’anno prossimo. Noi siamo disposti a tutto, pur di ottenerlo.
Le porgiamo i nostri più distinti saluti,
un gruppo di medici neolaureati.