Spett.le Presidente del Consiglio, sono un suo elettore e sinceramente quando l’ho votata speravo molto in Lei e nelle sue capacità che considero uniche. Le espongo il mio quesito che avrei molto piacere se venisse veramente letto da Lei ma non credo che sia così facilmente raggiungibile,mettiamola così,scrivo come se fosse uno sfogo nella rete (sfogo amaro).Sono un piccolo artigiano che ha iniziato la sua attività nel lontano 1981, una vita completamente fatta di lavoro e sacrifici, non ho mai avuto nulla e non sono mai riuscito ad avere molto di più di quello che mi serviva per vivere alla mia famiglia.In questo periodo di crisi sto provando ad accedere ai finanziamenti stanziati per le PMI come aiuto a superare la crisi,ma mi sto scontrando contro l’amara realta che tutto questo non è accessibile per la mia piccola azienda poichè non sono “finanziaramente sano” cioè sono rimasto indietro in questi mesi con tributi, contributi e tasse visto che ho scelto di pagare le spese vive dell’azienda e pagare le operaie che mi sono rimaste.Mi sto dando da fare, sto rinnovando e convertendo l’azienda ma senza gli aiuti che avrei voluto dallo stato (Che avrei restituito) tutto ciò è maledettamente difficile se non impossibile.Mi chiedo se conta ancora l’onestà con cui uno a vissuto .Come mai i finanziamenti promessi e gli aiuti di stato devono andare sempre a chi non ne a bisogno oppure li adopera per arricchirsi sempre di più.Chiedo scusa,ma questo è stato un vero sfogo di cui avevo bisogno.Distinti saluti
