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Feb 10
Una donna disperata
di Pastore Marcella

Gentile sig. Berlusconi, sono una donna di 48 anni e sono davvero disperata. Per anni ho lavorato nell’azienda di famiglia insieme a mio padre e ai miei fratelli. L’azienda da sempre si occupa della revisione e costruzione di macchine industriali e in questo settore è tra le migliori. Ora, x la difficile situazione economica, l’azienda è oberata di ingenti debiti con le banche e con i fornitori e non c’è possibilità di uscirne. Sto vedendo i sacrifici di una vita intera polverizzarsi senza che nulla si possa fare. L’azienda dà lavoro a 15 dipendenti e, seppure con molta difficoltà, vengono regolarmente pagati e sono tutti messi in regola. Mio padre, 74 anni, ha fatto delle manovre economiche azzardate con le banche e, questo, al fine di creare liquidità x andare avanti. Purtroppo, ciò non è più possibile.Non passerà molto tempo che le banche e i fornitori si prenderanno tutto: capannone, ufficio e persino l’unica casa di proprietà che abbiamo finendo tutti in mezzo alla strada. Per disperazione, sono andata persino da persone poco raccomandabili x farmi aiutare, ma la richiesta è stata troppo alta. Ho messo in vendita un organo x salvare un pò la situazione. Non so più cos’altro fare. Le chiedo di aiutarmi a trovare una soluzione concreta.Ho pure pensato al suicidio perchè davvero non ce la faccio a vedere vanificare gli sforzi di tutta una vita. E’ troppo da sopportare! Lei è un uomo davvero ricco, non potrebbe fare qualcosa? Potrebbe intercedere presso i nostri debitori? Io sono esausta di combattere! Sicuramente lei avrà cose più serie da seguire che prestare attenzione alla disperazione di una donna, ma le sarei davvero grata e riconoscente se trovasse il tempo x rispondermi.

In attesa, le invio cordiali saluti. Pastore Marcella.

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Dic 23

Caro Presidente,

sono la moglie di un imprenditore che con alcuni amici ha avuto la brillante idea di creare una società S.r.L. nel campo edilizio. So che Lei, prima di intraprendere la carriera politica è stato un grande imprenditore e immagino che la Sua fortuna sia iniziata da lì.

Con tanti sacrifici abbiamo acquistato un terreno nel comune di Ariccia e abbiamo realizzato un progetto che ci è stato approvato dal Comune di appartenenza e di conseguenza abbiamo iniziato i lavori. Dopo alcuni mesi il Comune ci ha sospeso la concessione edilizia per motivi che ad oggi non sono ancora chiari. I nostri sogni, le nostre speranze i nostri sacrifici sono lì………….intrappolati in una struttura in cemento armato ancora non terminata in attesa di un giudizio del Tar che stenta ad arrivare. La giustizia è lenta e pur sapendo di stare dalla parte della ragione è più di un anno che siamo fermi con i lavori e non sappiamo che fine faremo.
Non ho voluto essere troppo prolissa ma la storia ha dettagli allucinanti che non sto adesso ad elencare. L’abuso di potere di autorità che per non prendersi le proprie responsabilità se ne frega della gente e delle loro famiglie………….poi diciamo che dobbiamo investire…….in cosa? nella burocrazia? Ho sentito, Presidente, qualche giorno fà un Suo commento sull’argomento, Lei diceva …”basta con il blocco dei lavori e il rinvio al Tar”………ho capito bene? Se così fosse è un’ottima proposta e se ci riuscisse………..si adoperi Presidente!!!!
Vorrei un consiglio: attraverso la Sua esperienza, come crede possiamo uscire da questa situazione?
Ci aiuti Presidente Berlusconi, ci aiuti a capire come dobbiamo muoverci per riuscire a realizzare il nostro progetto che coinvolge famiglie, bambini e speranze!!!

Con i migliori saluti

Rossella Chiovenda

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Dic 18

Buongiorno Signor Presidente.

Siamo una Famiglia di Pagani(Sa) Cap : 84016, vittima dell’illegalità del comune di Pagani.

Ecco la mia storia…..

quasi 20 anni fa mio marito fu autorizzato dallo stesso ente, come Parcheggiatore

Dopo 6 anni dall’autorizzazione il comune impose che questa attività doveva espandersi in una cooperativa Parcheggiatori, allora mio marito insieme ad altre persone anche loro parcheggiatori si misero d’accordo e si formò la cosiddetta cooperativa Parcheggiatori Paganesi, che durò quasi 10 anni svolgendo la propria attività a Pagani.

Poi l’amministrazione assieme al Sindaco Gambino progettarono un parcheggio interrato,fino ad allora, tutto era regolare.

alla conclusione della costruzione di questo edificio il Sindaco decise che (al termine del contratto stipulato con la cooperativa) il parcheggio, sarebbe stato affidato ad un’altra cooperativa e che nel frattempo, dovevano aspettare che scadessero i 60 giorni di pubblicazione del Bando di concorso, durante i quali potevano svolgere la propria attività anche nel parcheggio interrato con un contratto di 3 mesi a canone mensile di 4 mila euro.

venne imposto come un ricatto “o questo o niente”, si cercò di far capire all’amministrazione e allo stesso Sindaco che tale canone non era appropriato, perché un tale somma non sarebbe stata mai raggiunta con, lo stesso incasso del parcheggio.

tenendo presente che a Pagani, il numero di abitanti è di 32.109.e che a pagani non esistono ne tribunali ne cinema ne teatri ne attrazioni turistiche tranne la madonna delle galline che si festeggia a marzo ed il Santo Alfonso ad agosto ecco cosa abbiamo a pagani.

Purtroppo il sindaco non vuole accettare che la costruzione di questo edificio e stato solo uno sperpero di soldi pubblici forse lo ha fatto solo per arricchire le tasche di qualche costruttore di sua conoscenza .

Tornando alla mia storia, mio marito raggirato dalla stessa amministrazione e più che altro dal sindaco che lo rassicurò di non preoccuparsi perché avrebbero poi cambiato le clausole del contratto

ed infine accettò .

Siamo andati avanti per ben tre mesi con carte di sollecito chiedendo addirittura la verifica dei vigili urbani ma non ci hanno mai preso in considerazione alla fine di questo rinnovo temporaneo l’amministrazione non ha voluto rinnovare giustamente perché non abbiamo potuto pagare il canone da loro richiesto poiché siamo riusciti a sostenere solo le spese che tale struttura porta .

Adesso il comune vuole 24 mila euro da noi.

Alla fine abbiamo dovuto rinunciare a combattere legalmente perché economicamente non ci e possibile .

Il comune nel frattempo ha ceduto tutti i parcheggi alla multiservis di cui li sindaco e il maggiore socio.

La stessa non avendo vigili ausiliari ha dovuto darli in affidamento per sei mesi ad alla cooperativa che avrebbe vinto la gara di appalto. dopo vari tentativi abbiamo ricostruito un ‘altra cooperativa con mio marito presidente .

dopo aver gareggiato con altre cooperative abbiamo vinto, qui sono cominciati i nostri disagi, essendoci sul comune amministratori scelti dal sindaco non proprio rispettabili a subire minacce incominciando dallo stesso stipulo del contratto con la multiservis dove c’è stato imposto di accettare tali condizioni 1l 49 percento alla cooperativa, il 51 alla multiservis dell’ incasso. Con il 49 per cento del’ incasso avremmo dovuto scalare gli stipendi dei vigili ausiliari, i contributi di ogni singolo, l’ IVA , ragioniere e tutto quello che una cooperativa “se” vuole essere in regola avrebbe dovuto pagare.

Concludo che in sei mesi di gestione abbiamo incassato di totale 6 o7 mila euro che divisi con la multiservis diventano 3 mila che divisi in tredici unita sono 300 o400 euro mensili tale somma ci viene data dalla multiservis ,dietro proteste sul comune perché non ce mai una data precisa avvolte sono passati anche due mesi , ecco questo e quasi tutto perché ci sarebbe da dire altre cose ma ho paura per la mia famiglie vorrei dirle :

<< non pare che tutto questo sia in contraddizione con quello che lei più volte dice incominciando dall’aiuto sia alle piccole imprese che ha alle famiglie ?

Spero in una sua risposta…

Da una semplice Casalinga …..

ripongo in lei la mia fiducia…

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