? Lettere a Berlusconi » Milano
Nov 27
Mazzette milanesi
di Oscar De Leonardis

Illustrissimo Sig. Presidente, “Le mazzette”, si pagano anche a Milano! Dopo aver denunciato un’illecito truffaldino (su carta intestata e controfirmato) subito dal più grande editore italiano, del quale fui fornitore con la mia azienda per 25 anni, grazie al comportamento disonesto di alcuni funzionari degli acquisti dello stesso editore, venni defenestrato e costretto ad assistere alla distruzione della mia azienda alienando, poi, per retribuire i miei operai rimasti vilmente senza lavoro tutto quello che mi ero costruito in una vita, abitazione compresa. Mi rivolgo a Lei denunciando le incredibili traversie che ho dovuto sopportare e subire dopo essermi appellato, “come attore”, al Tribunale di Milano per avere contezza degli innumerevoli illeciti subiti, a supporto di codesta accusa avrei desiderato allegare l’ultimo esposto (ne avevo già depositati altri 5) presso la cancelleria del dott. Giuseppe Grechi Presidente della Corte di Appello del medesimo tribunale. Avevo dovuto constatare l’incapacità, la totale mancanza di professionalità, se non la vacuità di taluni magistrati chiamati ad emettere sentenze, tutte a me negative, che condannavano la vittima, vale a dire il sottoscritto assolvendo e premiando, invece, coloro che avevano commesso gli illeciti denunciati. Come dicevo in questi anni, dal 1999, ho depositato numerosi esposti che denunciavano il distorto comportamento di tali magistrati. Silenzio totale! Copia dell’esposto inviato al dott. Grechi fu inviato un anno fa, dalla Segreteria della Presidenza della Repubblica, alla quale mi ero appellato, per una valutazione al Consiglio Superiore della Magistratura con la raccomandazione di informare direttamente il sottoscritto sull’esito della trattazione non ha avuto, ovviamente, alcun riscontro. Gli organismi che dovrebbero esercitare i controlli sono silenti tantochè nell’ultima istanza presentata al dott. Grechi nel mese di luglio dell’anno scorso, dove chiedevo al magistrato quale fine avessero fatto gli esposti che avevo depositato negli anni precedenti dove venivano denunciati fatti eclatanti di malagiustizia, io cittadino di 68 anni, ormai anziano e senza pensione, ricordando gli eventi, scoppiai a piangere dinnanzi alla segretaria del magistrato. Vorrei sottolineare che sono in causa contro l’editore dal 1996 e l’atto di appello è stato rinviato all’aprile del 2014: Questa giustizia ingiusta bolsa decrepita, marcescente e spesso vacua ha infettato la mia vita ho ormai 68 anni e non so proprio se arriverò all sentenza finale ancora vivo. La ringrazio vivamente per l’accoglienza augurandole un Buon Natale

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Mag 26

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Nov 21
La mia storia….
di giovanni giovannini

Gentilissimo Dr. Berlusconi,

mi chiamo Giovanni Giovannini, e vorrei raccontarle una storia:

Mia moglie nel llontano febbraio 2003 apre una propria attività nel settore salute e bellezza, per intenderci meglio un centro estetico con annesso parrucchiere e solarium. siamo all’interno di una palestra nella zona sud di Milano, e non le nascondo che i primi due anni abbiamo dovuto ricorrere in più di un occasione all’aiuto di banche e finanziarie per proseguire in questa attività. Lei mi insegna che per crearsi un buon giro di clientela ci vuole del tempo, e noi pian pianino, anche grazie, alla qualità del servizio e al costo dello stesso siamo riusciti a creare un giusto ambiente per poter operare sempre meglio. Purtroppo lavorando all’interno di una palestra, purtroppo ogni anno c’erano i soliti problemi, i soci non rinnovavano l’abbonamento e quindi i nuovi soci prima di farli diventare clienti avevano necessità di provarti per capire se si era all’altezza della situazione. Per farla breve, abbiamo iniziato l’attività con una dipendente (estetista) e poi oggi di dipendenti ne abbiamo 4. Lei a questo punto potrebbe pensare: “Bene l’attività cresce avete fatto un ottimo lavoro etc etc.” Allora io le rispondo in questo modo, oggi è vero che mia moglie ha 4 dipendenti, ma tre delle quali sono in gravidanza, e la quarta dipendente ovviamente l’abbiamo assunta a tempo determinato proprio come sostituzione maternità. Il periodo, non è (diciamolo tra le righe) dei migliori, quindi ovviamente gli incassi da luglio 2008 sono calati, e alla riapertura dopo le vacanze ecco che le dipendenti ci dicono che sono rimaste ingravidate. Tra l’altro gravidanza a rischio per cui non possono lavorare, ci attiviamo per trovare una parruchiera, che troviamo e assumiamo ma non possiamo permetterci di assumere altre persone in quanto i costi di gestione diventano troppo alti. Le Banche non ti danno credito, anzi ti dicono che sono in crisi anche loro, noi come persone fisiche in tutti questi anni abbiamo acceso dei finanziamenti anche per sostenere la nostra attività (scusi se parlo al plurale, ma la sento comunque mia anche se fiscalmente e fisicamente non c’entro nulla), un mutuo perchè nel frattempo abbiamo avuto uno sfratto  anzi per meglio dire non ci è stato rinnovato il contratto di affitto per cui o si acquistava direttamente dalla nuova proprietà oppure pensare di acquistare fuori Milano dove i prezzi sono molto più accessibili. Consideri che abbiamo con noi anche nostro figlio (7 anni) e mia suocera. So che non bisogna piangersi addosso ma tirarsi su le maniche e lavorare, (io purtroppo ho un contratto a tempo determinato con Garmin Italia e mi scadrà a ottobre del 2009). Mia moglie apre il negozio alle 10 di mattina e fino alla sera alle 20 è impegnata, consideri che abitiamo vicino a Piacenza per cui ora che si finisce con il negozio e si arriva a casa sono le 21.30. Ma questo mi creda è il minore dei mali, il problema è che oggi non abbiamo più risorse per poter andare avanti, e saremmo costretti a chiudere la nostra attività dove sudore e lacrime si sprecano, abbiamo pendenze con banche e finanziarie per quanto riguarda l’impresa e chiaramente abbiamo finanziamenti e mutuo per il personale. Siamo davvero preoccupati per questa situazione e non sappiamo come risolverla. E’ chiaro che stiamo cercando aiuto, così come è altrettanto chiaro che non ci aspettiamo che sia lei in prima persona a fornircelo, vorremmo solo risolvere questa situazione ormai diventata critica.

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