Illustrissimo Sig. Presidente, “Le mazzette”, si pagano anche a Milano! Dopo aver denunciato un’illecito truffaldino (su carta intestata e controfirmato) subito dal più grande editore italiano, del quale fui fornitore con la mia azienda per 25 anni, grazie al comportamento disonesto di alcuni funzionari degli acquisti dello stesso editore, venni defenestrato e costretto ad assistere alla distruzione della mia azienda alienando, poi, per retribuire i miei operai rimasti vilmente senza lavoro tutto quello che mi ero costruito in una vita, abitazione compresa. Mi rivolgo a Lei denunciando le incredibili traversie che ho dovuto sopportare e subire dopo essermi appellato, “come attore”, al Tribunale di Milano per avere contezza degli innumerevoli illeciti subiti, a supporto di codesta accusa avrei desiderato allegare l’ultimo esposto (ne avevo già depositati altri 5) presso la cancelleria del dott. Giuseppe Grechi Presidente della Corte di Appello del medesimo tribunale. Avevo dovuto constatare l’incapacità, la totale mancanza di professionalità, se non la vacuità di taluni magistrati chiamati ad emettere sentenze, tutte a me negative, che condannavano la vittima, vale a dire il sottoscritto assolvendo e premiando, invece, coloro che avevano commesso gli illeciti denunciati. Come dicevo in questi anni, dal 1999, ho depositato numerosi esposti che denunciavano il distorto comportamento di tali magistrati. Silenzio totale! Copia dell’esposto inviato al dott. Grechi fu inviato un anno fa, dalla Segreteria della Presidenza della Repubblica, alla quale mi ero appellato, per una valutazione al Consiglio Superiore della Magistratura con la raccomandazione di informare direttamente il sottoscritto sull’esito della trattazione non ha avuto, ovviamente, alcun riscontro. Gli organismi che dovrebbero esercitare i controlli sono silenti tantochè nell’ultima istanza presentata al dott. Grechi nel mese di luglio dell’anno scorso, dove chiedevo al magistrato quale fine avessero fatto gli esposti che avevo depositato negli anni precedenti dove venivano denunciati fatti eclatanti di malagiustizia, io cittadino di 68 anni, ormai anziano e senza pensione, ricordando gli eventi, scoppiai a piangere dinnanzi alla segretaria del magistrato. Vorrei sottolineare che sono in causa contro l’editore dal 1996 e l’atto di appello è stato rinviato all’aprile del 2014: Questa giustizia ingiusta bolsa decrepita, marcescente e spesso vacua ha infettato la mia vita ho ormai 68 anni e non so proprio se arriverò all sentenza finale ancora vivo. La ringrazio vivamente per l’accoglienza augurandole un Buon Natale
