? Lettere a Berlusconi » scuola
Ago 24

Egregio Presidente Berlusconi,

mi permetto di scriverLe perché non credo che la situazione di molti giovani e non più così giovani sia a Lei nota. Le scrivo perché sono indignata di fronte a quello che sta succedendo alla nostra cultura, nella fattispecie alla nostra scuola.

Mi presento, sono un’insegnante di inglese precaria dalla laurea (anno 2000). Vivo a Modena, dunque nel nord, dove teoricamente ci dovrebbero essere più possibilità di lavoro.

Non sono una “fannullona”, mi sono laureata a 24 anni con 110 e lode a Bologna, poi ho preso l’abilitazione all’insegnamento sempre col massimo dei voti. Mi sono specializzata nel sostegno e ho fatto 3 Master a pagamento perché è così che si deve fare per non essere scavalcati da quelli dopo in graduatoria.

Eppure…eppure…tutto questo non è sufficiente a conquistare un posto di lavoro! Anzi quest’anno i posti sono stati drasticamente tagliati. Gli Insegnanti precari nominati a tempo indeterminato non vanno a coprire neanche i pensionamenti del 2008-09, disilludendo per l’ennesima volta le attese di tanti precari, soprattutto storici, che avevano fatto i loro calcoli speranzosi nel 2007, quando il precedente governo aveva promesso 150.000 immissioni in 3 anni (50.000 annui). Il primo anno la promessa era stata mantenuta; lo scorso anno, con il cambio di governo, erano scesi drasticamente della metà, per arrivare quest’anno agli 8.000, una goccia nell’oceano…

Purtroppo ho visto tanti colleghi “giovani” come me perdere non solo l’entusiasmo per la professione ma perfino la speranza per un lavoro stabile che possa permettere di fare progetti per il futuro.

Quest’anno ho avuto la fortuna di vincere una borsa di studio per un corso di aggiornamento nel Regno Unito e come unica italiana sono venuta a contatto con insegnanti di tutta Europa. Ebbene, pur non essendo la più giovane tra gli insegnanti, ero l’unica e sottolineo unica tra tutte le nazioni (Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Austria, Turchia) ad essere precaria. A non sapere dove avrei insegnato l’anno successivo, a non potere fare progettualità per il triennio dato che ogni anno cambio studenti, colleghi e scuola. Per non parlare del disagio (che ritengo sia una forma di ingiustizia sociale) di non percepire lo stipendio per i mesi estivi (ancora unico caso in Europa).

Le chiedo solamente di leggere questa testimonianza perché credo che arrivati a questo punto non si possa più stare zitti e continuare a subire questa vera e propria ingiustizia che non ha eguali in Europa.

Con la massima stima per la Sua persona e per quello che Lei rappresenta  mi permetto di porgerLe i miei più distinti saluti.

Share This Post
Giu 9
Docenti precari non abilitati
di Daniela Marino

Lettera mia

Salve, mi chiamo Daniela Marino e sono docente di Lettere da diversi anni… di Trapani…. parlo a nome di tantissimi miei colleghi che si trovano nella condizione di precari fantasma perché impossibilitati ad acquisire l’abilitazione.
Negli anni trascorsi i nostri colleghi hanno avuto sempre la possibilità di accedere ad un corso abilitante presentando una semplice domanda con l’attestazione del servizio svolto. Ad oggi, invece,secondo la bozza di formazione docenti il servizio non vale nulla, la nostra preparazione ed esperienza nemmeno e la nostra eta, non piu verde 30/40 anni, ci penalizza maggiormente poiche si creano percorsi pensando solo ai giovani neolaureati.
La bozza di formazione docenti privilegia solo coloro che hanno conseguito i dottorati (accesso diretto al tirocinio) e i giovani neolaureati (perché piu giovani)..  a noi si chiede di accedere ad un tirocinio previa selezione orale e scritta senza alcuna valutazione del servizio svolto. Anche se riuscissimo a superare le prove, a parita di punteggio passa il piu giovane, quindi siamo automaticamente fuori. Non solo, le nostre lauree, beffa tra le beffe, hanno validità due anni, dopo saranno considerate carta straccia. Perché questa limitazione? perché non accedere al tirocinio diretto, noi che abbiamo 5/6/7 anni di onorato servizio? Personalmente non mi spaventano gli esami ( ho tre lauree e due diplomi ) ma ritengo che sia un’ingiustizia all’ennesima potenza..Nessuno si occupa di noi… nessuno sa che esistiamo…o meglio conoscono il nostro problema ma tutti se ne lavano le mani, eppure ci siamo, siamo in classe, svolgiamo i programmi, siamo commissari di esami e via dicendo… siamo migliaia……ma perche noi non possiamo sognare un futuro da docenti e dobbiamo necessariamente cercare un altro lavoro ( utopia pura)… considerando che il Governo vuole eliminare tutti noi? Chiediamo dunque un aiuto, che si parli di noi e che si apra per noi uno spiraglio… in fondo chiediamo solo di accedere ad un tirocinio o ad un corso abilitante utilizzando titoli che abbiamo….Il Ministro Gelmini parla di tagli, di meritocrazia( chi poi giudichera non si sa), di classi sopraffollate, di riduzione delle ore di latino, storia e ITALIANO( l’importante è conoscere l’inglese, anche se non si sa la grammatica italiana), ma non si rende conto che i veri conoscitori della situazione scolastica siamo noi e solo noi. Ho visto colleghi piangere perché l’anno prossimo non sapranno cosa fare…l’importante è risparmiare, ma su cosa? Sulla pelle di poveri cristi che svolgono il proprio lavoro con amore e dedizione? Su poveri cristi sballottolati qua e la, vittime di un sistema che non permette loro di seguire una classe nel suo percorso formativo? E poi dicono che i docenti sono lavativi! Che facciano per un giorno il nostro lavoro i signori che osano asserire questo, forse ritratterebbero all’istante! Un docente non è solo colui che insegna, è uno psicologo, è un sociologo, è un medico, è un padre per i ragazzi che insieme a lui trascorrono gran parte della loro adolescenza. Ma il Ministro queste cose non le sa e non le puo sapere semplicemente perche non è un docente! Che delusione un Governo che non comprende l’importanza della cultura!

Daniela Marino

Share This Post
Ott 31

giù le mani dalla scuola pubblica! per sgravare dell’ici i proprietari di ville, accollare al pubblico i debiti alitalia e soccorrere le banche in difficoltà, il governo taglia drasticamente i fondi alla scuola, all’università e alla ricerca. bella roba! ma perchè non comincia tagliando gli stipendi dei parlamentari e il suo in primis?! la scuola pubblica non deve essere toccata! è l’unica garanzia di un futuro! prima di parlare e di toglierci anche quei miseri fondi che ci rimangono, vada a vedere se c’è qualcun’altro a cui si possono togliere soldi, qulcun’altro che ne ha talmente tanti che non sa nemmeno che farsene!

Share This Post

« Previous Entries