di Gennaro Tortorella
di lisa benotto
di valentino
Così come ho cominciato, Caro Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio, dopo le votazioni regionali spero troverai un momento per parlare di una categoria di Italiani in continuo aumento. Da molto tempo ho in mente un progetto che ritengo realista e importante. Si tratta dei tanto chiacchierati PENSIONATI. In altra occasione Ti racconterò la mia storia, che ritengo simile a molti Italiani che hanno lavorato 40 anni e piu’ godono di buona/ottima salute fisica e mentale. Partiti (compreso lo stesso partito dei pensionati), sindacati, parlano di questa categoria in senso assistenziale, certo per molti di questi è utile, ma l’assistenzialismo oltre che essere solo costoso è, come dicevo di molti che non ne hanno bisogno, è, inutile, anzi è penalizzante per loro. Noi pensionati giovani e meno giovani in forma, abbiamo bisogno di sentirci utili, avere la possibilità, finalmente liberi da impegni pressanti della famiglia del lavoro, sentirci attivi nella società e perchè nò, dare ancora quanto questa società ha estremo bisogno. Ricordi Silvio, quando nella società contadina erano i “vecchi” a trasmettere esperienze umanità e quant’altro i piu’ giovani avevano bisogno per entrare nel mondo dei grandi senza traumi. Qualcuno ha definito i giovani “bamboccioni” a torto e anche a ragione, non è una contraddizione, oggi si matura molto piu’ avanti negli anni rispetto al tempo dei “vecchi”, oggi il giovane aspira principalmente a vivere bene, non conosce la fatica. Non è colpa loro, noi prima di essere pensionati e nonni siamo stati genitori, abbiamo voluto per i nostri figli tutto quanto noi non abbiamo potuto avere, è giusto, ma allo stesso tempo abbiamo commesso un grosso errore, non abbiamo saputo trasmettere la nostra esperienza di vita e quella dei nostri padri/madri. ECCO, ho messo sul tavolo il seme del mio progetto, adesso avrei la necessità di sviluppare sicuramente non da solo questo progetto perchè è di dimensioni enormi, tempi lunghi, un coinvolgimento anche politico importante, al fine di “rianimare”, forze, esperienze, professionalità, che siano di monito, riferimento, equilibrio, alla nuova società che mi pare Tu desideri ottenere. Amore è un termine troppo maltrattato, non lo si può usare oggi e sperare che sia inteso nel suo vero senso. Non sò chi leggerà questo mio invito, e a chi lo leggerà devo dire che in poche parole non si può spiegare una vita, un progetto di vita, di rinnovamento della nostra vita (di tutti, dal neonato al vecchio), Chiedo riflessione del messaggio urgente, prima che anche le ultime “perle di saggezza” si esauriscano, siamo alle ultime generazioni con una storia da raccontare, le prossime sapranno dire solo di grandi sballi o peggio! Un cordiale saluto e un grido di speranza, ripescare la nostra umanità. valentino P.S. chiamami Silvio che ne parliamo meglio
