Carissimo Signor Presidente Silvio Berlusconi,
mi chiamo Giuseppe Perretta e con la presente, le Voglio comunicare, quanto è difficile andare avanti onestamente e far crescere i propri figli dandogli educazione e insegnargli il rispetto per gli altri sperando che un giorno veramente sia un Mondo migliore come Lei lo immagina e altrettanto io, dove ogni uomo possa sentirsi libero e rispettoso verso gli altri.
Purtroppo nel mondo in cui viviamo ora c’è ancora ingiustizia e poco rispetto con se stessi e con gli altri, e questo comporta l’estinzione dell’uomo.
Non so se ho fatto bene a scrivere questa lettera, ma una cosa Le voglio dire: mi trovo in una posizione dove tantissime persone come me hanno lo stesso problema, quello di non poter far entrare nell’università il proprio figlio a studiare , non per mancanza di soldi, ma per il sistema dei professori universitari che non lasciano spazio a gli altri di entrare, perche e tutto un circolo chiuso.
Mi rivolgo a Voi Signor Presidente Berlusconi, perché credo in ciò che fate e che dite, l’ultima emozione che mi avete trasmesso è stato quanto avete consegnato le case a quelle persone che hanno perso tutto anche l’affetto dei propri cari, facendoli rinascere di nuovo, per questo Vi dico che ovunque sia la bandiera di colore da Voi capitanato sono con Voi anche nell’impossibilità di un colore rosso, perchè credo nell’uomo.
concludo chiedendoVi di poter aiutarmi ed indicarmi in qualche università della Regione Campania dove posso trovare lo spazio per far entrare mio figlio in modo da poter far coronare il suo sogno da sempre: quello di laurearsi in Fisioterapista, purtroppo fino a quanto ci sono le preselezioni non ci sarà mai giustizia della meritocrazia, perchè entreranno sempre figli dei dottori e dei professori delle università e chi ha santi in paradiso.
Confido in Voi che mio figlio possa entrare a studiare nell’università
Nell’attesa di una gradita risposta, colgo l’occasione per salutarVi
Giuseppe Perretta
